Breaking news dal social network più famoso del mondo
La puntata di Report di ieri sera prometteva di essere un punto d'informazione importante per tutti coloro che si addentrano nel mondo dei social network non conoscendone però tutti i rischi, si è trasformata invece in un'invettiva contro Facebook e company che ha scatenato la reazione veemente degli utenti pronti a difendere a spada tratta la credibilità dei social network.
La Gabanelli, probabilmente stretta dai tempi televisivi, ha documentato al pubblico un miscuglio di informazioni, alcune errate, che non hanno fatto dormire per l'intera nottata i più accaniti appassionati di Internet. Come ci spiega Silvio Gulizia di Comunità Digitali il programma ha toccato i temi più svariati: dalla privacy alle opportunità che ci offre il Web in maniera approssimata e allarmante scatenando la reazione del pubblico che si è sfogato attraverso i tweet.
Durante la trasmissione si è perfino presupposto che dietro i grandi social come Facebook e Twitter si nascondano le grandi imprese multinazionali che gestiscono tutti i nostri dati personali per pubblcizzare al meglio i loro prodotti. Attenzione: non è così! Le grandi aziende potranno sfruttare i nostri dati se Zuckerberg e soci continueranno a sposare la linea aziendalista che hanno adottato dimenticando troppo spesso gli utenti. Sono i dirigenti dei social quindi che decidono se fare gli interessi delle multinazionali servendogli i nostri dati in cambio di lauti compensi.
La polemica quindi insorge ma c'è un modo in cui puoi far sentire la tua voce: Report mette a disposizione una videochat dalle 17 alle 18 (a questo link) dove potrai parlare direttamente con uno dei produttori della trasmissione ponendogli tutte le tue domande. E' un'ottima occasione per capire il punto di vista del programma ed il perchè di tanti errori: non mancare!
Si daich ho visto la puntata e ti ripeto, davvero mi è sembrato eccessivo l'allarmismo lanciato sui social dalla trasmissione. Continuo a ripetere però che probabilmente gli stretti tempi imposti dalla tv hanno condizionato la qualità con cui è stato trattato l'argomento.
La risposta al tuo commento è già inserita nel testo nell'articolo: in trasmissione si è affermato che dietro a Facebook ci siano le grandi multinazionali a gestire il social, in realtà, come scrivo nell'articolo, sono i dirigenti del social, Zuckerberg su tutti, che gestiscono Facebook e permettono l'accesso ai dati personali degli utenti alle multinazionali per le loro campagne pubblicitarie.
La cosa è ben diversa: se infatti le imprese gestissero Facebook non dovrebbero pagare nessuno per accedere ai nostri dati mentre in questo caso le multinazionali pagano milioni di dollari a Zuckerberg e company per l'accesso alla nostra privacy.
Riccardo ti ringrazio per il commento intelligente che dimostra una lettura approfondita dell'articolo a differenza di chi ha scritto gli altri commenti. Continuo a rimanere dell'avviso che la puntata sia stata un pò esagerata ma sono convinto che questo sia dovuto alla strettezza dei tempi televisivi: Report è una trasmissione serissima, uno dei pochi programmi per cui vale ancora la pena di accendere la tv. Per quanto riguarda le aziende nascoste dietro a Facebook è un problema che prima o poi bisognerà affrontare: quanto sono diposti gli utenti a mettere i loro dati personali (residenza, video, commenti, foto) a disposizione delle campagne pubblicitarie di grandi multinazionali aumentando così il profitto di Zuckerberg? Tu che dici?
a lorè svegliate!!!!!
Vorrei sapere se chi ha scritto queste stupidaggini ha visto la puntata...
"Durante la trasmissione si è perfino presupposto che dietro i grandi social come Facebook e Twitter si nascondano le grandi imprese multinazionali che gestiscono tutti i nostri dati personali per pubblcizzare al meglio i loro prodotti. Attenzione: non è così!"
No, infatti Facebook vale milioni di dollari perché ci sono le nostre foto di Cattolica dell'anno scorso...
Ma chi li scrive questi articoli? La Strega Bacheca?
Mi sembra un articolo esagerato, non ho trovato la puntata di Report contro i social network, semmai ci ha fatto ricordare che anche se si parla di "Rete" alla fine quello che è importante è fare affari, e le risorse più importanti dei social network sono appunto gli utenti.
Commento del recensore:
"Durante la trasmissione si è perfino presupposto che dietro i grandi social come Facebook e Twitter si nascondano le grandi imprese multinazionali che gestiscono tutti i nostri dati personali per pubblcizzare al meglio i loro prodotti. Attenzione: non è così! Le grandi aziende potranno sfruttare i nostri dati se Zuckerberg e soci continueranno a sposare la linea aziendalista che hanno adottato dimenticando troppo spesso gli utenti. Sono i dirigenti dei social quindi che decidono se fare gli interessi delle multinazionali servendogli i nostri dati in cambio di lauti compensi."
Appunto le grandi aziende potranno sfruttare se Facebook e altri continueranno a fare cosi...vi sembra poco??
Riccardo
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alle 22:36
Guido Arata
La puntata di Report non ha detto (troppe) falsità, il problema è che ha raccontato troppo solo un aspetto dei social network. E così facendo ne ha fatto scaturire un quadro di pericolo. Si tratta di una grossa occasione mancata. Forse per la prima volta in Italia c'era la possibilità di parlare agli italiani, alla massa di italiani, di Web, aprire loro questo mondo e raccontarglielo, con i suoi pro ed i suoi contro. Ed invece non si è fatto, si ha allontanato queste persone dal Web, niente di più e niente di meno. Di questo Report ne è colpevole. Non mi chiedo se in buona o in cattiva fede. Ma lo ha fatto. Si è trattata di una grossa occasione persa.
G.