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Facebook e sesso: in arrivo l'applicazione per prevenire le malattie sessuali

Giovedì 5 Aprile 2012, 10:28 in New App di

Facebook e gli altri social network potrebbero presto diventare uno strumento di prevenzione per le malattie sessuali trasmissibili. Una ricerca dell'Università del Carolina del Nord lo dimostra.

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Facebook potrebbe presto diventare uno strumento fondamentlae per la salute (foto:infophoto) di ognuno di noi, prevenendo la diffusione delle malattie sessuali trasmissibili. E' questa l'idea nata da un gruppo di ricercatori dell'Università della Carolina del Nord che starebbero pensando di utilizzare i social network, in particolare Facebook, come strumento di prevenzione per le malattie sessuali.

L'idea, che può sembrare decisamente fantascientifica, è appoggiata da Peter Leone, del Centro Malattie Infettive dell'Università della Carolina del Nord, che fa notare come: "Il rischio di contrarre l'HIV è esteso non solo ai partner sessuali, ma anche alla cerchia più vicina di amici. Le persone della stessa cerchia sociale - prosegue Leone - spesso hanno comportamenti a rischio simili, dormono con gli stessi amici dando così al termine 'amici in comune' un nuovo significato".

Leone ha preso come esempio un'epidemia di sifilide scoppiata nella Carolina del Nord: dopo aver chiesto ai pazienti chi avessero frequentato è stato in grado di mettere in relazione l'80% dei casi. Il passo successivo è stato quello di chiedere ai pazienti ai quali è stato diagnosticato l'HIV una lista di amici potenzialmente a rischio. Con l'autorizzazione del paziente, alcune di queste persone sono state avvisate del rischio di un potenziale contagio da HIV. Facebook, così come gli altri social network, velocizzerebbe notevolmente questo passaggio, limitando il rischio di contagio.

Il problema principale sollevato da questa applicazione è legato alla privacy dei pazienti contagiati da malattie sessuali: la loro diagnosi, infatti, potrebbe diventare facilmente di dominio pubblico attraverso il social e comunque, prima di poter avvisare le persone a possibile rischio contagio, servirebbe il via libera del paziente che, in casi di malattie come queste, non è sempre scontato.

Questa ricerca, però, evidenzia come i social network possono rappresentare, nell'immediato futuro, uno strumento fondamentale per la crescita della società.

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16 Apr 2012
alle 09:01

hgjyg

se vogliamo fermare questa malattia dovrebbe essere obbligatorio per chi ce l'ha dichiararla

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